La coerenza nell’era dei social

coerenzaSe hai sete l’azione coerente porta a bere acqua, in questo modo l’esigenza trova la soddisfazione e il cerchio si chiude. Se invece ha sete chi ti sta accanto e gli vieti di farlo senza una motivazione reale e valida, sicuramente ti guarderà come dire “ma è scemo?” oppure “che ha fumato?” oppure “ma hai problemi?”. Di sicuro rimane che stai vietando qualcosa agli altri per un tuo capriccio… Peggio ancora se tenti di convincere altri ad aiutarti a non farlo bere…

Ma che dire di quelli che dicono “IO QUELLA COSA NON LA FARO’ MAI” puntualmente la fanno poco dopo oppure “Ti sei fatto il sito? Non è buono, potevi fare di meglio ma anche quando l’avresti fatto, il sito è inutile a che ti serve?” ovviamente poco dopo li vedi spuntate col sito.

Sembra un giro vorticoso del cane che vuole mordersi la coda, invece rappresenta il riassunto del comportamento che si ha nell’era dei social o comunque della tecnologia che concorre alla esasperazione del proprio io.

Coerenza vuole che in base ai propri sani principi si adotti lo stesso comportamento davanti a uguali situazioni anche se a distanza di mesi o anni. Purtroppo devo dire che oggi la vita digitale aumenta i difetti che fanno parte di ognuno di noi e la manifestazione di ciò ad esempio si ha con la pubblicazione di foto. In genere si preferisce aggiungere foto e condividerle in un social senza preoccuparsi della privacy o di quella altrui semplicemente sentendoci autorizzati a farlo. Ciò vuol dire che si ritiene, erroneamente dico io, il social come massima espressione di sicurezza o peggio ancora ci affidiamo a ciò che NOI pensiamo sia GIUSTO FARE PER PROTEGGERE GLI ALTRI, ANCHE SE IN REALTA’ NASCONDE UN CAPRICCIO. Ora dico, la privacy non esiste se noi non la rispettiamo per primi e coerenza vorrebbe che se si condivide qualche foto o informazione personale su un social, stesso comportamento va adottato per gli altri sistemi che si tratti di Facebook, Wathsapp e simili. Potrei fare centinaia di esempi ma per non annoiare te che stai leggendo, e ti ringrazio, ne cito qualcun altro e mi fermo.

Ti è mai capitato che la scuola dove sono iscritti i tuoi figli o nipoti, ti chieda di firmare l’autorizzazione per pubblicare le foto sul proprio sito? Oppure la stessa autorizzazione ti è stata chiesta per fare altrettanto su Facebook? Ti è mai capitato di ritrovarti in una foto pubblicata da qualche tuo amico su un social o condivisa in qualche messenger senza che ne sapevi nulla?

Rispondendo sinceramente, ritieni più coerente il comportamento della scuola dei tuoi figli, CHE TI HA CHIESTO L’AUTORIZZAZIONE o di un social che non ti chiede mai l’autorizzazione perchè in effetti ai tuoi amici non gliene frega niente che tu dica “sono d’accordo”? Non dico che tu sia direttamente interessato, ma ti assicuro che per pubblicare la foto sul social nemmeno te lo chiedono. Se invece ti chiedono di pubblicarle come scuola sul proprio sito la risposta molto probabilmete sarà: “Devo tutelare la mia privacy, quindi non do l’autorizzazione” e poco dopo tu stesso INCOERENTEMENTE le hai pubblicate su Facebook pensando di essere stato la massima espressione di COERENZA proprio perchè hai vietato alla scuola di farlo. Hai mai chiesto ad un tuo amico o amica  se si è ritrovato in una situazione simile? Tranquilliiiiii, anche quando le è capitato si è comportato alla stessa maniera. A questo punto quale strumento di condivisione è più coerente per pubblicare contenuti senza ledere la privacy? Risposta! Uno dei tanti messenger risulta molto più coerente per condividere foto e quanto altro si possa condividere perchè partendo da me arriva direttamente a chi la sto mandando IO. Stessa cosa se uso un gruppo su wathsapp o su altro messenger sto proteggendo la privacy perchè sto inviando contenuti in forma privata soltanto ai componenti del gruppo e nessun altro mai potrà vedere ciò che ho spedito.

Quindi la domanda finale è….?!!!!   La privacy di una foto la tutelo meglio su un social o su un messenger? La risposta coerente quale sarebbe? Se dici social, hai capito poco sulla privacy e ti raccomando di leggere il codice. Se invece rispondi Wathsapp o simili allora hai capito qualcosa in più e puoi chiedere ad altri altrettanta coerenza senza usare la tutela della privacy come scudo per VIETARTI  SENZA MOTIVO REALE CIO’ CHE TU NON PUOI VEDERE PER DECISIONE DI ALTRI CHE NON VOGLIONO CHE TU VEDA PER LORO CAPRICCIO… O INVIDIA…

Dura realtà digitale quella dei gruppi…

Ovvio che ho usato impropriamente TE come esempio ma tranquillo non ho niente con te… sono sicuro che tu sia una persona coerente  🙂