Perchè smettere di usare facebook

Ciò che leggi in queste righe non è il risultato di una apatia personale o di un preconcetto negativo verso Facebook o altri social network. Ciò che leggi è il risultato delle letture distorte, che Facebook primo in testa a tutti i social, permettono di diffondere senza alcuna ragione mietendo vittime specie tra i più giovani. Come tanti in giro per la rete, analizzo l’impatto del social network sulle persone giovani e meno giovani, e come questo danneggia la qualità della vita. La parola “social” in sè indica positività, ancora migliore dovrebbe essere il suo impatto nel tessuto sociale come anche creando una rete sociale, conosciuta come Social Network, il risultato complessivo verso la società comune dovrebbe elevare in modo sostanziale la qualità della vita di ognuno.

Nella realtà invece, il social network, Facebook in testa, concorre a danneggiare il pensiero delle persone più suscettibili e meno capaci di riflettere con la propria testa sulle dinamiche che si innescano dovute all’uso eccessivo del social network stesso. Alzi la mano chi non osserva il suo smartphone diverse volte al giorno per non esagerare, chi non usa l’app di un social a prescindere dall’ora e dal momento. Insomma, una volta la rete era un luogo dove trovare risorse, dove pensare positivo, dove rifugiarsi per svuotare la mente dalle dinamiche stressanti della giornata. E’ triste notare come la differenza che passava tra rete e social di qualche anno fa, si sia rimpicciolita fino a scomparire portando sullo stesso piano il social e la rete stessa quasi del tutto oscurata.

Come può un social come Facebook migliorare la vita delle persone?

Non può migliorarla perchè la sfrutta a suo vantaggio come un enorme vampiro che succhia sangue alla sua vittima aspettando la prossima e poi via così. Lo specchietto per le allodole che tutti sanno esista e che pochi hanno il coraggio di affrontarlo perchè vorrebbe dire fare i conti con la propria solitudine, quella che ti porta ad evitare il contatto umano perchè sei diventato ciò che non eri. A tutto questo si può aggiungere la profonda insofferenza verso chi si azzarda a contraddire altri.

Ma un social non dovrebbe aiutare a socializzare?

Nella logica ideale si, nella realtà tutt’altra storia che si presta semplicemente ad aizzare nervosismo, diffondere cavolate, diventare drogati virtuali ed essere cavie da laboratorio oltre che essere spiati continuamente in modo del tutto volontario senza rendersi conto del prezzo che si sta pagando in termini di privacy personale. Quest’ultima è tutto sommato sconosciuta in special modo tra molti giovani che non provano a reagire a sua difesa perchè non ne sentono l’importanza, cosa invece vitale per l’azienda che sta dietro al social.

L’azienda conosce perfettamente l’importanza delle informazioni che ogni persona le passa volontariamente, sa esattamente tutte le abitudini di ognuno, gli interessi, i vestiti, i volti, gli amici e non e non per ultimo sa esattamente cosa vorrebbe comprare o cosa vorrebbe vendere. L’informazione è il vero oro moderno prodotto dalle persone e che sono ben contente di regalarlo per dieci minuti di notorietà, falsa emozione, cosa più brutta di tutte.

Chi usa Facebook per lavoro nemmeno si accorge di quanto questo danneggi la qualità della propria vita, a differenza degli utilizzatori comuni non hanno il tempo di fare gli stessi errori quindi per loro è una risorsa commerciale che pagano per scopi commerciali.

Se apri la tua applicazione Facebook continuamente, se sei più nervoso quando non lo usi, se ti annoi quando non lo usi forse è il caso che tu rifletta bene sulla qualità della tua vita. Di seguito trovi alcuni link che trattano lo stesso argomento magari ti torna utile leggerli per avere più punti di vista sull’argomento.

Grazie per aver letto questo articolo, scusa nel caso ti abbia procurato noia.

 

 

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