Sicurezza nel web e psicologia sociale

psicologiasocialeL’immagine di un bambino dolce con gli occhi grandi e lo sguardo angelico sarebbe un’ottima rappresentazione del posto bellissimo in cui viviamo immersi tutti i giorni. Il web, ovvero il reticolo di strumenti tecnologici connessi e che dialogano tra di loro a distanza, rappresenterebbero un giocattolo nelle mani di quel bambino che tratta con cura perchè è il suo regalino.

Spiacente! Tutto questo non esiste, semplicemente perchè il web è la rappresentazione di ciò che i padroni di quel mondo vogliono far credere che sia, ovvero UN POSTO SICURO.

Ma il posto sicuro non esiste nella realtà perchè il concetto stesso di sicurezza totale è incompleto proprio perchè è impossibile scartare tutte le possibilità che un sistema di sicurezza possa fallire nella protezione di qualcosa. Bene, per questo motivo anche il mondo digitale non è indenne da un sistema di sicurezza infallibile.

Quindi se nella realtà e nel digitale la sicurezza totale non esiste è, quindi, anche vero che i dati personali che facciamo circolare nel web non sono proprio al sicuro. Mi chiedo perchè dovrebbero essere al sicuro se non esiste una minaccia reale su di essi? Ma c’è qualcosa che non torna perchè da un lato il web è percepito come sicuro e dall’altro non tanto. Vuol dire che ci sono delle tecniche per modellare la percezione della sicurezza? Il web è un sistema realizzato per migliorare la comunicazione e accorciare le distanze ma è anche una bellissima rosa di autostrade digitali sopra le quali troviamo di tutto. Dalla persona seria alla meno seria, dal ladro al peccatore o alla persona dal comportamento leale e perfetto. Vi troviamo anche i parlatori, gli ascoltatori, gli osservatori del nostro comportamento. Il web è un bellissimo laboratorio di psicologia sociale:

La psicologia sociale è lo studio scientifico del modo in cui le persone e i gruppi percepiscono e pensano gli altri, come li influenzano e come si pongono in relazione con loro.

Il web è anche un insieme di scatole chiuse e meno chiuse con alcune molto belle da vedere,  dove i topolini giocano, si muovono e interagiscono al suo interno, dove le masse vivono “senza segreti e privacy” come in un programma del Grande Fratello. E’ l’individuo che decide cosa si deve sapere sul proprio conto ed è necessario usare metodi psicologici per far si che la persona divulghi agli “ascoltatori ed agli osservatori” quanto più possibili notizie su ciò che fa, come si muove, chi frequenta, cosa pensa, cosa dice…

….ovviamente tutto frutto della propria volontà…

One Comment

    Rosanna

    Caro amico, tutto ciò che hai descritto non è altro che una forma di inquinamento mentale; ormai insinuata all’interno del nostro sistema sociale impossibile uscirne fuori, impossibile tornare indietro.

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