Un segugio ti cerca.

Quanti di noi mentre pubblichiamo le nostre belle foto su album elettronici abilmente creati con gli strumenti deliziosi di Fcebook, ci si impiega a gestire la privacy di accesso a quelle foto? Ognuno di noi ha la scelta e la piena gestione della propria provacy rispetto agli accessi indesiderati di utenti sconosciuti.

Riflettiamo un attimo ponendoci una domanda, la seguente: Ma sono sicuro che le foto e i dati del mio profilo li può vedere esattamente chi dico io?

La risposta è ASSOLUTAMENTE NO!! e non c’è regola che può arginare questo pericolo poichè sta proprio al team di Facebook annullare questa possibilità inserendo dei controllo effettivi sulle applicazioni che possono essere accettate. In questo modo Facebook sarebbe un posto più sicuro e non esisterebbe, o quasi, la possibilità che 28.000 utenti di fb potrebbero avere in mano un’applicazione lesiva della propria privacy chiamata SEEGUGIO. Questa applicazione permette a tutti gli utenti di cercare e vedere le foto di qualsiasi utente che sia un ontatto o NO che abbia bloccato qualcuno o NO.

Facebook ha cercato di arginare questo pericolo mettendo dei controlli ma l’applicazione ne ha generate altre che funzionano meglio ma soprattutto che ancora esistono su Facebook e sono di pubblico dominio.

Ti starai chiedendo come cercarla? Digita sulla tua barra di ricerca il termine SEEGUGIO, ti compariranno le due omonime applicazioni (Seegugio, Purple Seegugio), non so se augurarti  buon divertimento oppure non usarla ma del resto intorno a quell’applicazione c’è così tanta gente che uno in più o in meno non cambia le cose.

A voi le dovute e personalissime riflessioni…

Ehi tu! Sai per caso dove si trova la tua privacy?

privacycardHo l’impressione che la privacy sia diventata un concetto astratto non applicabile alla realtà e la legge sulla sua tutela è qualcosa che può essere superata senza problemi.

Facciamo degli esempi?

  • Il GPS del tuo telefonino, conosce sempre dove ti trovi;
  • Il sistema di tracciamento di Google quando cerchi qualcosa sa esattamente cosa vuoi;
  • I tuoi dati personali quando chiedi servizi a istituzioni o altro vengono ceduti ad altri;
  • I tuoi dati sul social network famoso vengono venduti e tu stesso li hai autorizzati a farlo.

Mi chiedo se serva una legge che tuteli la mia privacy come quella che abbiamo quando per ogni cosa che devo fare o richiedere mi si chiede il consenso al trattamento dei dati. Posso capire che una legge serva a tutelare ma penso che quando tutto sia diventato una firma da apporre in qualcosa per autorizzarne l’uso allora quella stessa firma diventa così scontata che la metti sempre e comunque. In questo caso è come se quella legge non esistesse e di fatti accade che nella realtà i tuoi dati sono usati e tracciati e tu stesso hai dato il consenso perchè se non lo concedevi non potevi usare nulla… serve una legge sulla privacy???

Riflessione preserale…

Pipl, ti cerco e ti trovo

Si chiama PIPL ed è un motore di ricerca specifico per trovare informazioni sulle persone. Se cerchi qualcuno su internet attraverso uno dei classici motori di ricerca, come Google, Bing, Yahoo non riceverai le informazioni come è in grado di fare Pipl.

Hai diversi modi di ricercare informazioni su Pipl, puoi cercare per nome e cognome, per telefono, per nickname ed in pochi secondi ti appare una lista di informazioni come profili di Facebook, profili di Linkedin, pagine di blogs, indirizzi reali e molto altro.

Sicuramente è una bella cosa ma siamo certi che sia un modo sicuro per dare la possibilità di cercare informazioni personali apertamente a tutti senza neanche tracciare le informazioni identificative di chi ne fa uso? Così facendo, siamo sicuri che sia esattamente in linea con quanto stabiliscono le varie leggi sulla sicurezza dei dati personali e dell’uso che se ne fa?

A voi le riflessioni.

Wikileaks e le sue rivelazioni sulla privacy dei social network Facebook, Google e Yahoo!

Ho sempre creduto che concedere servizi in modo gratuito sulla rete non è sempre cosa fattibile a tutti i livelli e in genere quando ci si trova davanti a colossi commerciali è proprio difficile che ciò accada senza obiettivi principi. Ci sono molti casi giornalieri di violazione privacy in giro per il mondo e molti ambiscono a conoscere abitudini, interessi, amici, foto e tutto ciò possa servire per alimentare un proprio commercio di dati altrui avuti “GRATIS”.

Credo inoltre che pubblicare propri dati e abitudini debba essere fatto con coerenza e non in modo superficiale come purtroppo spesso accade. La superficialità della “concessione” dei propri dati avviene quasi sempre a causa della non conoscenza dello strumento usato per autopubblicarsi. Il concetto è semplice: “questa pagina è mia e non vi accede nessuno che io non voglia… per cui posso metterci tutte le mie cosucce in perfetta sicurezza…” in questo modo grossolano si da per scontato che tutto questo sia in realtà così. Sappiamo invece che la realtà è ben diversa molte volte da ciò che ci sembra o che qualcuno ci fa sembrare per invogliarci.

Ciò non vuole puntare il dito su nessuno ma è doveroso riflettere prima di pubblicare qualcosa in giro per la rete ovunque e qualunque sia il social network…

Credo sia doveroso riportare un articolo pubblicato su Benzene 4 Ever che include anche unìintervista a Julian Assange

Ognuno sia libero nella interpretazione e ne tragga le proprie conclusioni…

Cose da non fare con una email gratuita

noemaildaySi sa il web offre moltissimi servizi a costo zero per l’utente finale e uno di questi è in assoluto il servizio di posta elettronica ovvero la casella di posta elettronica personale. Chi naviga il web o usa uno smartphone ne possiede una anche se non sa di averla, ad esempio alcune persone acquistano uno smartphone, completano la fase di inizializzazione e ricevono un indirizzo di posta elettronica, se non ne sono già in possesso, in base al tipo di sistema operativo mobile che stanno usando.

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aTube Catcher contiene malware…?

aTube Catcher un noto programma per scaricare video dalla rete da siti come youtube e simili, ha allertato il mio antivirus durante l’installazione in quanto sono stati rilevati dei malware. Non mi era mai capitato di avere una segnalazione di malware durante l’installazione di un software simile per cui ho voluto dar retta al mio antivirus evitando di installarlo.

Che contenga veramente un malware al suo interno come dalla segnalazione durante l’installazione? Beh non vorrei provarlo anche perchè come sappiamo il malware non è detto che arrechi danno al sistema ma è potenzialmente pericoloso per la privacy infatti una delle attività più gettonate è il furto di credenziali di accesso nonchè una vera minaccia per la propria privacy.

Nel dubbio ho installato altro…

Misura la tua privacy su Facebook

Esiste un metodo semplice per verificare la propria esposizione riguardo alla protezione della privacy sul nostro account di Facebook e si chiama Profile Watch.

I metodi per la verifica sono due ed ambedue semplici:

  1. Visita Profile Watch e accedi al tuo account FB cliccando sul pulsante di FB;
  2. Accedi al tuo profilo di FB cliccando sulla voce Profilo in alto, copia l’indirizzo del tuo profilo e visita Profile Watch ed incolla il link appena copiato sul campo Facebook Profile URL. Adesso clicca sul pulsante Check Profile.

Dopo aver fatto diverse verifiche, Profile Watch ti mostrerà l’indice o punteggio della tua privacy su FB dandoti pure dei consigli su cosa fare per aumentarlo.

 

 

 

Sicurezza nel web e psicologia sociale

psicologiasocialeL’immagine di un bambino dolce con gli occhi grandi e lo sguardo angelico sarebbe un’ottima rappresentazione del posto bellissimo in cui viviamo immersi tutti i giorni. Il web, ovvero il reticolo di strumenti tecnologici connessi e che dialogano tra di loro a distanza, rappresenterebbero un giocattolo nelle mani di quel bambino che tratta con cura perchè è il suo regalino.

Spiacente! Tutto questo non esiste, semplicemente perchè il web è la rappresentazione di ciò che i padroni di quel mondo vogliono far credere che sia, ovvero UN POSTO SICURO.

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