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Wikileaks e le sue rivelazioni sulla privacy dei social network Facebook, Google e Yahoo!

Ho sempre creduto che concedere servizi in modo gratuito sulla rete non è sempre cosa fattibile a tutti i livelli e in genere quando ci si trova davanti a colossi commerciali è proprio difficile che ciò accada senza obiettivi principi. Ci sono molti casi giornalieri di violazione privacy in giro per il mondo e molti ambiscono a conoscere abitudini, interessi, amici, foto e tutto ciò possa servire per alimentare un proprio commercio di dati altrui avuti “GRATIS”.

Credo inoltre che pubblicare propri dati e abitudini debba essere fatto con coerenza e non in modo superficiale come purtroppo spesso accade. La superficialità della “concessione” dei propri dati avviene quasi sempre a causa della non conoscenza dello strumento usato per autopubblicarsi. Il concetto è semplice: “questa pagina è mia e non vi accede nessuno che io non voglia… per cui posso metterci tutte le mie cosucce in perfetta sicurezza…” in questo modo grossolano si da per scontato che tutto questo sia in realtà così. Sappiamo invece che la realtà è ben diversa molte volte da ciò che ci sembra o che qualcuno ci fa sembrare per invogliarci.

Ciò non vuole puntare il dito su nessuno ma è doveroso riflettere prima di pubblicare qualcosa in giro per la rete ovunque e qualunque sia il social network…

Credo sia doveroso riportare un articolo pubblicato su Benzene 4 Ever che include anche unìintervista a Julian Assange

Ognuno sia libero nella interpretazione e ne tragga le proprie conclusioni…

Come aprire un Social Shop su Facebook

Lo shopping online impazza da diverso tempo migliorandosi negli anni in qualità e sicurezza.

Attraverso Facebook si può promuovere la proria attività con le normali inserzioni a pagamento oppure si può aderire a qualche catena di Shopping Sociale semplicemente aggiungendo un TAB al proprio profilo Facebook.

Qualche esempio…?

BIG Commerce

Storenvy store

 

 

 

 

Social Network e l’essere amico…

Da qualche anno a questa parte hanno preso piede nel web molti social network. Di per se questo termine indica una piazza virtuale nella quale le persone comuni si incontrano per scambiare due chiacchere, fare una passeggiata, condividere stati d’animo, aiutare chi è in difficoltà e molto altro.

Per fare questo la prima cosa da avere è un “amico” cioè quella persona a te vicina, tuo conoscente con il quale parlare, avere e dare consigli ecc… L’avvento dei social network ha sicuramente modificato il rapporto umano tra “due amici” aggiungendo alla classica forma dell’amicizia reale il concetto dell’amicizia virtuale.

Cos’è l’amicizia virtuale? E’ forse un tipo di amicizia che permette di calpestare la dignità altrui perchè in fondo non la si conosce nel reale? E’ forse un tipo di amicizia particolare che esenta da tutto quello che c’è tra due buoni amici? E’ forse una forma di “autoconvincimento” che non si è soli e si hanno degli amici? E’ forse il modo con cui si definisce un amico tale perchè in fondo non lo sentirò mai o non lo vedrò mai per cui glielo concedo?

La cosa sicura è che abusare di questo tipo di strana “amicizia” porta all’assuefazione della nostra ricerca di amici veri in carne ed ossa anche se dietro ad un pc. In alcuni social network e in uno in particolare, Facebook, ci sono persone che hanno 3000 cosiddetti “amici” e sappiamo tutti che non puoi avere così tanti amici perchè non riusciresti neanche a seguirli. Ma allora perchè chiamare “amico” qualcosa che non lo è veramente? Perchè chiamare “amico” un semplice contatto?

Credo che come tutte le assuefazioni da tecnologia anche questo aspetto debba essere razionalizzato dando il suo nome alle cose reali. In questo caso credo che non vi sia nessuna offesa nel chiamare “contatto” una pesona virtuale che magari più avanti può diventare amico ma che in fondo neppure lo si conosce fino a quel momento.

La coerenza nell’era dei social

coerenzaSe hai sete l’azione coerente porta a bere acqua, in questo modo l’esigenza trova la soddisfazione e il cerchio si chiude. Se invece ha sete chi ti sta accanto e gli vieti di farlo senza una motivazione reale e valida, sicuramente ti guarderà come dire “ma è scemo?” oppure “che ha fumato?” oppure “ma hai problemi?”. Di sicuro rimane che stai vietando qualcosa agli altri per un tuo capriccio… Peggio ancora se tenti di convincere altri ad aiutarti a non farlo bere…

Ma che dire di quelli che dicono “IO QUELLA COSA NON LA FARO’ MAI” puntualmente la fanno poco dopo oppure “Ti sei fatto il sito? Non è buono, potevi fare di meglio ma anche quando l’avresti fatto, il sito è inutile a che ti serve?” ovviamente poco dopo li vedi spuntate col sito.

Sembra un giro vorticoso del cane che vuole mordersi la coda, invece rappresenta il riassunto del comportamento che si ha nell’era dei social o comunque della tecnologia che concorre alla esasperazione del proprio io.

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Google+ un modo nuovo per dire social

Si chiama Google+, si legge Google plus e vuol dire ancora social network.

E’ quasi guerra tra i maggiori social network poichè l’arrivo di Google darà del filo da torcere ai suoi concorrenti affermati come facebook, badoo e molti altri. Google+ si colloca a metà tra ciò che è Facebook e ciò che è Twitter d’altro canto è l’unico modo per fare notizia al momento poichè la scena mondiale è ben occupata dalle funzioni di Facebook e Twitter. Google+ promette un nuovo modo di essere social, molto tecnologico poichè introduce subito la videochiamata tra gli utenti e molto altro. Non a caso parlo di utenti poichè non esiste più il concetto di “solo amico” ma quello di contatto, di interessato, di follower che sia amico nella realtà oppure no.

Google+ introduce anche molte attenzioni verso la privacy, anche perchè il colosso è stato avvertito molto dall’UE per attenzionare la sicurezza dei dati. Considerato che la Google ha centinaia di progetti in campo in tutte le direzioni possibili e immaginabili e tutti avanzati tecnologicamente credo che sia visto già come una vera minaccia dai concorrenti.

Si pensa ad uno spostamento di utenti epocale da Facebook a Google+ e il motivo sta proprio nella potenza economica del colosso Google in quanto tutti i servizi gratuiti per l’utente finale sono avanzatissimi e tutti fatti in casa inclusa la videochat, il motore di ricerca, la localizzazione geografica, le news e chi ne ha più ne metta… Infine su Google+ sarà possibile importare i propri contatti da tutti gli altri social network ma a quanto pare Facebook si è messo di traverso ed ha disabilitato questa possibilità…

La guerra è aperta a beneficio degli utenti del web ovviamente…