Linux, Canonical e gli sviluppatori contrari a prescindere

Canonical-Logo-Small-OriginalSalve oggi voglio fare una riflessione ad alta voce e so che di bestemmie me ne arriveranno da parte di sviluppatori linux impegnati nello sviluppo di sole applicazioni LINUX.

Leggendo di qua e di la, commentando di qua e di la mi capita di assistere a guerre di religione tra il mondo Linux, Windows e Mac cercando in tutti i modi di aizzare discussioni anche verbalmente violente. Come sviluppatore multipiattaforma mi da fastidio questo ragionamento perchè lo trovo infantile e inutile oltre che senza senso. Linux a differenza di altri SO come Windows e Mac è l’unico che è opensource e se proprio vogliamo fare un paragone lo possiamo fare solo con Android. Cosa voglio dire? Voglio dire che è l’ora che tutti gli sviluppatori infantili impegnati nello sviluppo di Linux guardino verso gli sviluppatori Android e facciano tesoro di tutte quelle idee condivise dai vari team android incluse quelle della madre Google.

Google ha creato Android con un modello rivoluzionario che mettesse d’accordo se stessa, in quanto finanziatrice e tutto il resto degli sviluppatori pur mantenendo l’intero progetto open.

Possibile che nel mondo Linux ci si debba scagliare contro la Canonical che a mio avviso vorrebbe fare la stessa cosa con Ubuntu? Possibile che appena il patron di Canonical apre bocca son tutti li a criticarlo anche solo per la voglia di farlo? Possibile che in qualche modo si debba solo sparare contro e basta?

Tutta questa smania di attaccare Canonical non la vedo sensata, sarebbe come dire che appena Google apre bocca sul suo progetto son tutti li a spararle contro cercando di affossarne tutte le idee.

Signori del mondo Linux la piantate anche solo per una settimana di dire che Ubuntu fa schifo, è fallito e fallirà senza motivo? La piantate per favore di sparare sempre a zero senza un motivo effettivo? Vi mettete in testa di crescere mentalmente anche solo un pochino e non rimanere affossati sulle proprie sabbie mobili? La piantate di fare i fighetti smanettoni?

Il vostro comportamento infantile rende nullo e sminuisce la qualità di milioni di sviluppatori seri che ci sono nel mondo linux!!! Piantatela!

Io vi invito ad usare Ubuntu, Fedora, OpenSuse e poi alla fine vi do una scheda dove appuntando l’usabilità da utente o da sviluppatore vi renderete conto che Canonical con Ubuntu hanno fatto un lavorone da pazzi per rendere Ubuntu user-friendly di gran lunga rispetto agli altri.

Basta non ha senso tutto ciò… potete dissentire dalle idee di una società ma se la attaccate ripetutamente e a prescindere vuol dire solo che ha intrapreso la strada giusta ma che da fastidio per qualche motivo.

Ultimamente sento dire anche che Ubuntu assomiglia ad Apple e quindi fa schifo… non ha una sua identità. Ma mi chiedo ma dove guardate quando sparate ste immani cazzate? L’Avete usato mai Ubuntu? Ma piantiamola per favore… AVETE ROTTO I COGLIONI !!!!

Installiamo un server terminal su Ubuntu linux e derivate

Questo articolo tratta l’argomento FreeNX server che è open source e senza limitazioni alcune come del resto tutti i software GNU rilasciati per Linux da non confondere con NX Server Free Edition che essendo un derivato di FreeNX è totalmente commerciale e limitato a sole 2 connessioni remote.

FreeNX server è un demone per linux che rende accessibile da remoto una sessione grafica dell’ambiente desktop preferito GNOME, KDE ed altri. Qualcuno potrebbe dire: “Beh qual’è la novità? abbiamo vnc per fare questo!!” Ebbene VNC è un ottimo protocollo e semplice da usare ma esso non ti permette di accedere ad una sessione personale per ogni utente poichè finalizzata alla connessione di un singolo utente o di utenti multipli con condivisione del desktop.

 

FreeNX server invece crea totalmente una sessione per ogni utente come se fosse connesso in locale quindi emula alla perfezione un server per terminali remoti. Per collegarsi da remoto basterà usare un client NX. Vediamo come farlo su Ubuntu 12.04 e derivate…

 Apriamo una finestra del terminale e procediamo installando il server FreeNX:

 

sudo add-apt-repository ppa:freenx-team

sudo apt-get update

sudo apt-get install freenx

wget https://bugs.launchpad.net/freenx-server/+bug/576359/+attachment/1378450/+files/nxsetup.tar.gz

tar -xvf nxsetup.tar.gz

sudo cp nxsetup /usr/lib/nx/nxsetup

sudo /usr/lib/nx/nxsetup --install

sudo /etc/init.d/freenx-server restart

 

Adesso passiamo alla installazione del client QTNX da terminale:

 

sudo apt-get install qtnx

 

Siamo pronti alla connessione al server FreeNX per vedere il nostro desktop in una sessione remota, vediamo come preparare il nostro client QTNX

 

Avviamo QTNX dalle applicazioni oppure da terminale (non occorre essere root);

Configuriamo QTNX:

 

Inseriamo il nostro utente e pwd di accesso a linux ed impostiamo la qualità della sessione in LAN, ADSL ecc..

Clicchiamo su “configure”

Diamo un nome alla sessione, impostiamo l’indirizzo del server appena installato su “localhost” (perchè ci colleghiamo alla stessa macchina in cui abbiamo appena installato il server oppure metteremo un indirizzo IP o un indirizzo web se il server fosse situato in un posto geografico diverso), impostiamo il tipo di desktop che vogliamo usare e la risoluzione dello schermo e infine clicchiamo su Apply e OK chiudendo così la configurazione.

Clicchiamo adesso su “Connect” e a connessione avvenuta, vedremo il desktop come se fossimo in una classica sessione VNC ma come abbiamo detto prima siamo in una vera e propria sessione riservata come se fossimo collegati in locale.

Qui sopra vediamo una sessione NX di Mate realizzata con FreeNX e QTNX su una distribuzione Linux Mint 13 Maya.

Mint la distribuzione Linux elegante

Linux ormai è un sistema operativo di tutto rispetto giunto ad un livello di aggiornamento e affidabilità da non invidiare nessun altro sistema operativo. Quindi Basta!! pensare che sia un sistema operativo di nicchia che per essere usato richiede una preparazione scientifica. Esistono diverse distribuzioni in rete, basta citare Debian, Ubuntu, Centos e molti altri che ormai hanno un livello di semplicità nella installazione incluso il suo aggiornamento che non richiedono nessuna esperienza tecnica per poterlo fare.

Negli ultimi tempi ci sono delle distrubuzioni nate da quelle citate prima che sono ancora più semplici e che sono fornitissime di tanto software gratuito da fare invidia ai sistemi a pagamento tradizionali. Una delle distribuzioni più quotate del momento è  Linux Mint, un derivato della Ubuntu e Debian molto potenziato, abbellito, reso molto più elegante e fornitissimo di driver multimediali.

Linux Mint è assolutamente da avere, dentro ci trovi tutto dai sistemi di programmazione ai software d’ufficio non per ultimi OpenOffice e LibreOffice oppure a tanti giochi, programmi di posta come Evolution e decisamente molto altro.

Se nel tuo pc hai già Windows, puoi installare Linux Mint e in fase di avvio del pc potrai scegliere quale avviare tra i due e la cosa sicura è che i due sistemi conviveranno senza alcun problema sullo stesso pc.

Di Linux Mint ne esistono diverse distribuzioni ma con diversi ambienti grafici ne cito alcuni, la versione LXDE, KDE, GNOME sono tutte uguali tranne che per l’interfaccia grafica, io personalmente uso la GNOME che trovo molto più originale e graziosa delle altre non per ultimo credo sia la più professionale.

Prova linux…

Il tuo Linux perfettamente funzionante senza perderci la testa

usb-linuxTi sarai ritrovato ad essere passato ad una versione superiore, o una nuova installazione, del tuo sistema operativo Linux e magari ti sarai ritrovato con problemi che prima non avevi, ad esempio:

  • la tua chiavetta internet non funziona più;
  • oppure la tua scheda grafica non funziona come prima;
  • oppure noti che la grafica non è buona come quella che avevi prima di aggiornare;
  • oppure noti che la ventola del tuo pc è sempre al massimo;
  • oppure noti che il tuo pc riscalda tantissimo rispetto a prima.

Ecco, ti porto la mia esperienza rispetto a come installare correttamente la tua distribuzione linux preferita senza dopo ritrovarti con sorprese poco piacevoli.

Alcuni consigli:

  1. Non installare direttamente la nuova versione Linux sostituendola alla precedente;
  2. Provala sempre in modalità LIVE in modo da verificarne l’effettivo funzionamento sul tuo pc;
  3. Connettere al pc, quando è spento, TUTTE LE TUE PERIFERICHE che normalmente usi come: chiavetta internet, disco esterno, scanner, altre periferiche usb e quant’altro tu abbia già;
  4. Rispetto alla chiavetta internet, verifica SUBITO il suo effettivo funzionamento in modalità LIVE senza installare nulla;
  5. Crea la connessione a BANDA LARGA dal network manager, attiva la scheda BANDA LARGA allo stesso modo dell’attivazione della wifi sempre dal network manager e connettiti;
  6. Verifica il funzionamento della scheda wifi del pc e connettiti subito alla tua rete wireless preferita;

Se tutto questo funziona, puoi proseguire alla effettiva installazione di Linux sul tuo disco sostituendo la precedente e godendoti le nuove funzionalità del tuo nuovo sistema operativo.

La fase successiva sarà verrificare dopo l’installazione se installare o meno i driver proprietari della tua scehda grafica e di questa necessità o meno ti accorgerai se noterai che la tua CPU è sempre al massimo.

TI RICORDO DI PROCEDERE ALLA INSTALLAZIONE DEL SISTEMA SU DISCO SENZA STACCARE LE PERIFERICHE DAL PC AVVIANDO L’INSTALLER AUTOMATICO DALL’APPOSITO LINK SUL DESKTOP IN MODALITA’ LIVE

Alla fine della installazione, ti ritroverai tutte le periferiche, le connessioni wifi e banda larga già pronte e funzionanti senza ulteriori problemi che ti potresti ritrovare nella configurazione successiva.

In modo particolare i problemi successivi possono derivare dal non funzionamento della chiavetta internet malgrado sia correttamente supportata dal sistema ma non funzionante.

 

Ubuntu Studio, potenza ai creativi

Se sei un creativo del video o del suono, professionista o lo fai per hobby sai che hai a disposizione una vasta gamma di strumenti utili per la tua creatività?

Uno di questi strumenti è un sistema operativo basato su Linux dal nome UBUNTU STUDIO che prende il nome dall’omonimo sistema operativo UBUNTU in quanto è chiaramente un suo derivato.

Ubuntu Studio ha strumenti di video authoring, video editing, audio editing e tanto altro il tutto assolutamente gratuito e da avere tra gli strumenti indispensabili per agire da professionista. E’ la scelta giusta per creare anche in modo intelligente senza sprecare del denaro ed è garantito dalla comunità mondiale che supporta UBUNTU.

Windows 10, anni luce avanti

windows10Diamo a Cesare quel che è di Cesare, diamo merito a Microsoft che il suo Windows 10 ha una buona (ma confusionaria) interfaccia utente e che i rimanenti sistemi operativi con Linux in testa non riescono ad eguagliare in termini di usabilità ed esperienza utente.

Pur non amando Windows non posso negare che l’esperienza utente è molto avanti paragonata ad un ambiente Apple o Linux in particolar modo Ubuntu pur essendo la punta di diamante tra i vari Linux, almeno per me. Ciò che dico non mi pone a difesa dell’uno o dell’altro sistema, vuole essere soltanto una critica costruttiva a chi continua a dire che l’esperienza d’uso di un utente Mac o Linux sia migliore di quella Windows.

Windows è arrivato all’esperienza d’uso unificata tra i vari device, lo trovi simile sia che lo usi nel pc, nel tablet ed in parte anche sullo smartphone, ma su una cosa non ci piove, a differenza dei suoi predecessori è migliorato di molto. Chi continua a dire che Windows sia una cavolata sta evidentemente dicendo una cosa non vera!! Sveglia!!!!

Il mio sistema operativo principale è UBUNTU quindi che nessuno venga a dirmi che sono pro-windows ma non voglio i prosciutti negli occhi, voglio confrontarmi con la realtà e non con la finzione. Tirando le somme, non ho detto che Linux fa pena o Mac è una potenza divina ho solo detto che non sono superiori a Windows in ambito desktop mentre Ubuntu lo è di molto in ambito server, per quanto riguarda Apple non spreco parole perchè lo ritengo una scatola vuota.

Installazione Google Drive in Ubuntu e derivate

grive

Allo stato attuale non esiste il client ufficiale di Google Drive per Linux, questo non vuol dire che non è possibile installare ed usare il servizio in Linux.

A tal proposito esiste Grive che proponendosi come alternativa al client di Google per ambiente linux permette di usarne le funzionalità senza problemi.

L’installazione è molto semplice, basta eseguire i comandi indicati di seguito in una finestra terminale:

sudo add-apt-repository ppa:thefanclub/grive-tools

sudo apt-get update

sudo apt-get install grive-tools

Al termine dell’installazione basterà avviare Grive setup e seguire le indicazioni per completare la configurazione del servizio e creare la cartella di condivisione Google Drive nella propria home.

 Se dovesse accadere che la cartella Google Drive risulti inaccessibile digitare nel terminale il comando:

sudo chmod -R 777 Google\ Drive/

 

Se l’aggiornamento di Linux si blocca…

updateGli aggiornamenti di un sistema operativo che si tratti di Linux o altri sono operazioni importanti da effettuare sempre quando viene proposto dallo stesso sistema operativo.

Nel caso di versioni di Debian, Ubuntu e loro derivate può succedere che durante la fase di aggiornamento il pc si blocchi (se si tratta di un vecchio pc in vita da un decennio) o la stessa applicazione che esegue l’aggiornamento va in crash. Molte volte dipende da una lista dei pacchetti di aggiornamento danneggiata e si può risolvere eseguendo alcune operazioni semplici da terminale.

Per effettuarle basta aprire una finestra di terminale e digitare in sequenza i comandi seguenti:

sudo apt-get clean
sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade
sudo apt-get autoremove
sudo apt-get autoclean

Come mantenere la luminosità dello schermo su Ubuntu e derivate, con alimentazione a batteria quando le impostazioni di sistema non funzionano

Oggi vi presento una delle possibili soluzioni ad un problema che in alcuni casi risulta abbastanza fastidioso come l’abbassamento drastico della luminosità dello schermo di un portatile con linux, quando si passa dall’alimentazione di rete a quella a batteria, anche se le impostazioni della luminosità di sistema impongono di non abbassarla.

Preciso che questa non è la soluzione delle soluzioni ma nei casi sopracitati può risultare molto valida poichè rispetta le funzionalità del sistema operativo senza forzature.

Detto questo procediamo!

I prerequisiti per questa configurazione sono i seguenti:

  1. presenza di  acpi (Advanced Configuration and Power Interface) e il driver Backlight;

In genere dovrebbe essere già presente o al massimo disattivato, nel caso che non sia attivato attivarlo seguendo le direttive in base alla distribuzione.

Verificare attraverso il gestore file che esistano i percorsi (cartelle):

  • /etc/acpi/
  • /etc/acpi/events
  • /sys/class/backlight/acpi_video0/

Se esistono possiamo procedere aprendo, sempre dal gestore file, il file

/sys/class/backlight/acpi_video0/max_brightness

prendendo nota del valore che contiene poichè questo rappresenta il valore massimo che può assumere la luminosità dello schermo principale.

Apriamo una finestra di terminale e digitiamo:

sudo gedit /etc/acpi/power.sh

aggiungiamo alla fine del file il testo seguente:

echo 7 | sudo tee  /sys/class/backlight/acpi_video0/brightness

ATTENZIONE, MODIFICARE IL VALORE 7 CON IL VALORE DI CUI AVETE PRESO NOTA PRIMA

Salvare il file e riavviare il sistema.

Quello che abbiamo fatto non è altro che impostare la luminosità al massimo in modo automatico quando entra in funzione l’alimentazione a batteria usando il normale evento di sistema che viene scatenato appena viene a mancare l’alimentazione di rete.

Ripeto che questa soluzione È VALIDA QUANDO NON FUNZIONA LA NORMALE IMPOSTAZIONE DI SISTEMA CHE EVITA L’ATTENUAZIONE DELLA LUMINOSITA’ DELLO SCHERMO.