Wikileaks e le sue rivelazioni sulla privacy dei social network Facebook, Google e Yahoo!

Ho sempre creduto che concedere servizi in modo gratuito sulla rete non è sempre cosa fattibile a tutti i livelli e in genere quando ci si trova davanti a colossi commerciali è proprio difficile che ciò accada senza obiettivi principi. Ci sono molti casi giornalieri di violazione privacy in giro per il mondo e molti ambiscono a conoscere abitudini, interessi, amici, foto e tutto ciò possa servire per alimentare un proprio commercio di dati altrui avuti “GRATIS”.

Credo inoltre che pubblicare propri dati e abitudini debba essere fatto con coerenza e non in modo superficiale come purtroppo spesso accade. La superficialità della “concessione” dei propri dati avviene quasi sempre a causa della non conoscenza dello strumento usato per autopubblicarsi. Il concetto è semplice: “questa pagina è mia e non vi accede nessuno che io non voglia… per cui posso metterci tutte le mie cosucce in perfetta sicurezza…” in questo modo grossolano si da per scontato che tutto questo sia in realtà così. Sappiamo invece che la realtà è ben diversa molte volte da ciò che ci sembra o che qualcuno ci fa sembrare per invogliarci.

Ciò non vuole puntare il dito su nessuno ma è doveroso riflettere prima di pubblicare qualcosa in giro per la rete ovunque e qualunque sia il social network…

Credo sia doveroso riportare un articolo pubblicato su Benzene 4 Ever che include anche unìintervista a Julian Assange

Ognuno sia libero nella interpretazione e ne tragga le proprie conclusioni…

Bing, Google e Yahoo! ovvero il nuovo standard…

Sembra che sia una iniziativa congiunta tra Bing, Google e Yahoo! finalizzata alla creazione di uno standard HTML per le ricerche. In pratica i webmasters interessati possono inserire nelle loro pagine nuovi tag html che vengono riconsciuti dai motori di ricerca e catalogati in base alla loro natura. Faccio un esempio: Una pagina di un sito rispetto ai dati di una persona espone la loro natura dichiarando esattamente che il primo valore è un indirizzo, il secondo valore è il numero di telefono, il terzo valore è la sua carta di credito, il quarto è la sua posizione previdenziale, il quinto è ecc… ecc…

In questa pagina trovi un esempio dei tag di una persona…

Attualmente un motore di ricerca non è in grado di “capire” se ciò che legge e indicizza di un sito è un telefono o è un indirizzo oppure altro ma semplicemente ritorna un “valore” ricercato senza sapere esattamente cosa sia. C’è da dire che questa novità costituisce di fatto la creazione di un nuovo “standard” web per catalogare le informazioni del web ma non mi risulta che al momento il W3C sia a conoscenza di questa iniziativa e mi chiedo se ciò non costituisca la volontà dle tre motori di ricerca di IMPORRE la loro linea di visione con un po di arroganza.

Lascio a voi le opportune riflessioni…